venerdì 24 ottobre 2008

Renzo Vespignani

Renzo Vespignani nasce a Roma nel 1924. Incomincia a dipingere e a dedicarsi all'incisione durante i difficili anni dell'occupazione tedesca di Roma, quando è nascosto presso Lino Bianchi Barriviera. Altri "maestri" sono Alberto Ziveri e Luigi Bartolini. Inizia a esporre nel 1945. mentre collabora come disegnatore a numerose riviste politico-letterarie ( "Domenica", "Folla", "Mercurio", "La Fiera letteraria") con un taglio documentario e poetico accostabile al cinema di Rossellini e De Sica.Nel 1956 fonda, con altri intellettuali, la rivista "Città Aperta", incentrata sui problemi della cultura urbana. Svolge un'intensa attività di illustratore in cui il referente letterario si anima a ridosso di una inesauribile inventiva figurale. Tra gli artisti a lui vicini ricordiamo Muccini, Urbinati, Zigaina, Buratti (la cosiddetta "Scuola di Portonaccio"), poi, dopo il '63, Attardi, Ferroni, Calabria, Guerreschi, Guccione, Gianquinto ("Il pro e il contro").



Vengono poi i grandi cicli dedicati alla crisi della società del benessere: L’Imbarco per Citera (1969), L’Album di Famiglia ( 1971), Tra le due guerre (1973-75). Strettis
simo il rapporto con la letteratura. Vespignani illustra opere di Alleg, Kafka, Boccacccio, Majakowsky, Eliot, Belli., Villon, Leopardi, Porta.


A partire dal 1964 Renzo Vespignani sostituisce la violenza del gesto e il disfacimento della materia pittorica con una dimensione distante e oggettiva della visione, che in alcuni casi raggiunge esiti di raggelante violenza e cruda precisione fotografica nella clinica nitidezza del segno e nella levigata eleganza delle superfici smaltate di luce fredda. Successivamente sviluppa tematiche differenti in diversi cicli pittorici, alternando diversi modi di usare il colore fino al 1980, quando ritorna alle vedute di città affidandosi all’evidenza del disegno nitido dei profili e alla sfaccettatura brillante dei colori prismatici.


Nel 1985 espone all’Accademia di Francia. in una mostra che sviluppa il confronto dialettico con la tematica urbana di un altro grande osservatore di Roma: Pier Paolo Pasolini. Muore a Roma il 27 aprile del 2001.


Bibliografia: A. Trombadori, V. tra uomini e no, Spoleto 1963;F. May, Vespignani, Catalogo dell'opera incisoria, Roma 1982, V. Rivosecchi, A. Trombadori, Roma appena ieri, Roma 1986.

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